Economia e organizzazione aziendale e condominio
L’evoluzione normativa, economica, sociale, lo sviluppo ed il progresso hanno portato le comunioni e i condomini ad essere gestite similmente alle organizzazioni aziendali, ove oggi l’unica differenza sembrerebbe nel pareggio di bilancio rispetto allo scopo di lucro.
Bisogna osservare le similitudini, comparando le due tipologie di organizzazioni e le loro economie.
Per dimostrare l’assoluta comparazione, serve studiare gli aspetti e le nozioni di economia aziendale e di azienda e proseguire con le loro classificazioni, anche determinate dallo scopo e della natura giuridica che le caratterizza e dalla forma, classificandole in base ai criteri di mercato e dimensioni, per poi arrivare a descrivere l’imprenditore e soffermarsi sugli organi direttivi e deliberativi o ancora sugli organi consultivi, sulle costituzioni e sui regolamenti, sulla correlazione dei sistemi di controllo, sui sistemi di rilevazione, sugli obiettivi e l’utilizzo dei sistemi informatici, con particolare riguardo alla classificazione delle strutture e delle contabilità, sia di tipo economici sia di tipo finanziari sia patrimoniali, della possibilità degli acquisti di beni strumentali e di servizi, sui pagamenti e sugli incassi, sugli aspetti fiscali, sugli aspetti contrattuali per poi finire comparando i bilanci di esercizi e i rendiconti.
Ad oggi, soprattutto in conseguenza alla riforma del condominio intervenuta nel 2012, i sistemi di gestione dei vari soggetti economici si equivalgono nelle nozioni, negli strumenti, negli organi, nei sistemi di rilevamento e nelle organizzazioni.
Ne si deduce che per la corretta gestione condominiale, l’organo amministrativo deve possedere in proprio, oltre alle immancabili competenze tecniche, di diritto e di comunicazione, anche spiccate competenze di economia e organizzazione aziendale.
Si osserva che ad oggi i corsi previsti per la formazione degli organi amministrativi condominiali, ovvero gli amministratori immobiliari e condominiali, non sopperiscono al bisogno delle necessarie formazioni come sopra indicato.
In conclusione, le cosiddette 72 ore di formazione non sono sufficienti a garantire una buona gestione degli enti amministrati.
Dott. Piero Antonio Esposito
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